Seminare in inverno, fiorire in primavera. Raccogliere in estate.
Le radici crescono nel buio.
Ma sono loro a sostenere tutto ciò che un giorno fiorirà.
Tuttavia quando durante il 2019 il mondo esterno continuava a darmi risultati deludenti, dentro di me inconsapevolmente stava già iniziando una trasformazione invisibile.
Per un po' le due realtà hanno convissuto.
Un amico a fine 2017 mi invitò a una serata di coaching. Accettai quasi per curiosità, senza immaginare che avrebbe cambiato la direzione della mia vita.
Quelle idee mi colpirono profondamente. Parlavano di responsabilità personale, di leadership, di convinzioni, di identità. Avevo subito deciso che quegli insegnamenti erano pazzeschi – le classi inizialmente si tenevano in tarda serata, dopo lavoro, eppure ogni volta uscivo energizzata e piena di possibilità.
Fu lì che compresi qualcosa che oggi è il fondamento di tutto il mio lavoro.
Per anni avevo cercato di cambiare i risultati.
Poi avevo cercato di cambiare le mie azioni.
Ma il vero cambiamento iniziò quando cambiai il modo in cui vedevo me stessa.
Smisi di chiedere continuamente alla realtà di darmi conferme.
Iniziai invece a costruire quella stabilità dentro di me.
Fu allora che cambiarono anche le mie relazioni.
E, solo come conseguenza, cambiarono anche i risultati.
La cosa curiosa, però, è che stavo incamerando tantissimo, ma fuori non cambiava ancora nulla:
Continuavo a perdere gare.
Continuavo a incontrare clienti sbagliati.
Continuavo a sentirmi messa alla prova.
Per molto tempo sembrava che tutto quello che stavo imparando non producesse alcun risultato concreto.
Ho vissuto un lungo inverno. Ma, sotto terra, le radici stavano già crescendo.
Mentre fuori sembrava non cambiare nulla, dentro di me stava cambiando tutto. Le conoscenze dei corsi di self-leadership che iniziai ad applicare giorno dopo giorno stavano lentamente modificando il mio modo di vedere me stessa, gli altri e ciò che mi accadeva.
Fu poi il percorso individuale con Fabio Crespi — coach con cui avevo condiviso gli anni di formazione e che nel frattempo era diventato Mental Coach — a trasformare quella crescita in una nuova chiarezza.
Era come se mi fosse caduta una benda dagli occhi. Riuscivo a vedere cose che non vedevo prima, riuscendo finalmente ad abitarmi nel mio pieno potere.
L’anno successivo, dopo la pandemia e la nascita del mio primo figlio, tornai al lavoro centrata e motivata, e fu il migliore anno di sempre. Cominciai a manifestarmi con una nuova sicurezza e una nuova chiarezza.
Incontrai nuovi clienti che amavano il mio lavoro ed erano grati di lavorare insieme. Un passaparola positivo si innescò e la mia performance economica migliorò del 500%.
Due su due mi affidarono subito i loro progetti e alcuni clienti degli anni precedenti tornarono spontaneamente a cercarmi.
Curiosamente, anche le discovery call cambiarono completamente: il ghosting, prima quasi sistematico, scese sotto il 10%.
Il tutto incredibilmente (o molto naturalmente direi ora) lavorando part-time da Treviso anziché lavorando giorno, notte e pure il weekend da Milano. Era l’anno in cui era appena nato il mio primo figlio.
Per la prima volta non stavo più cercando di adattarmi al mercato: stavo creando qualcosa profondamente mio.
Poco dopo presero forma i primi percorsi di coaching che sarebbero diventati The Focused Talent.
Fu in quel periodo che decisi di formalizzare tutta la mia esperienza, selezionando gli step fondamentali e più efficaci per il mio specifico settore, in un sistema replicabile. per far si che altri professionisti creativi come me potessero prosperare facendo ciò che amavano.
Ho insegnato questo metodo ad una professionista che mi chiedeva consiglio e ha funzionato – ha accelerato istantaneamente quello che avevo imparato e rielaborato negli anni. Poi ho ripetuto lo stesso processo con un’altra persona e ha funzionato, e lo stesso con un’altra ancora.
Funzionava!
Ero felice di poter offrire aiuto e risultati a mia volta – in modo così focalizzato, senza doverci dedicare tutti gli anni che ci avevo messo io.
I primi clienti ottennero anche loro gli stessi risultati, e mi consigliarono di conseguenza.
Il mio cuore era pieno di gioia, per aver dato la possibilità a loro di essere finalmente loro stessi, al meglio delle loro possibilità.
Cosa era davvero cambiato?
Non erano cambiate le persone.
Non era cambiato il mercato.
E non erano cambiate nemmeno le mie competenze tecniche.
Era cambiato il modo in cui vedevo me stessa e mi relazionavo con il mondo esterno.
• Prima cercavo approvazione. Ora scelgo la mia direzione.
• Prima mi lasciavo guidare dalla paura. Ora rispondo dalla certezza.
• prima .. ora …
Poco per volta avevo interiorizzato quelle convinzioni potenzianti per me e nuovi approcci di comunicazione. Inizialmente senza apparente risultato diretto o con esiti circoscritti, ma poi queste abitudini, assimilate con la ripetizione, hanno dato i primi risultati, in me e, di riflesso, nelle persone con cui mi relazionavo.
• Se prima reprimevo i miei sentimenti convivendo con rabbia, frustrazione e insoddisfazione, ora ho imparato a non farmi guidare dalla paura e dall’insicurezza, ma dall’amore, fiducia e coraggio. Modificando convinzioni auto-sabotanti in credenze in potenzianti e vedendo finalmente il valore in me, manifestandomi pienamente per quello che sono ora. Ora riesco a gestire in modo sereno obiezioni o conflitti – creando una comunicazione onesta e produttiva, senza più restare intrappolata in uno schema da people-pleaser, che si annulla.
Quando è cambiata la mia identità, sono cambiati anche i miei clienti, il mio modo di guidare le persone, le opportunità che attiravo e, come naturale conseguenza, i risultati economici.
È da questa esperienza che nasce oggi The Centered Creative Leader.
(Non da una teoria, ma da un cambiamento vissuto sulla mia pelle)
Fu allora che compresi che il risultato di cui andavo più fiera non erano i clienti che avevo acquisito.
Era la persona che ero diventata.
Più calma.
Più presente.
Più capace di guidare me stessa.
Ed era proprio quella trasformazione che le persone iniziavano spontaneamente a cercare in me.
Molti professionisti mi dicevano la stessa cosa.
"Non è tanto quello che mi insegni.
È il modo in cui mi fai sentire."
Fu in quel momento che capii che il mio lavoro non era più soltanto fare Art Direction.
Era aiutare altre persone a costruire quella stessa leadership interiore.
Ed è così che è nato prima The Focused Talent, poi evoluto in The Most desired Authority.
E oggi The Centered Creative Leader, il risultato di quasi 15 anni di esperienza ed evoluzione nel settore.
La leadership non ha cambiato immediatamente le mie circostanze. Per prima cosa ha cambiato me.
E quando mi sono trasformata io, anche il modo in cui incontravo le circostanze ha iniziato a cambiare.