Una credenza l’ha tenuta prigioniera per anni. Sei mesi dopo, una prospettiva di carriera completamente diversa.
17/07/26
Molti pensano che la fiducia in sé stessi venga prima. Ma non è così.
La fiducia in sé stessi è ciò che accade naturalmente quando la convinzione che ti tiene bloccato finalmente crolla.
La storia di Caterina Canal,
PR Senior Account Executive
Era bloccata. Intrappolata in un lavoro dove non c’era spazio per crescere, nessuna possibilità di assumere ruoli di leadership, con conflitti continui senza soluzione.
Non aveva fiducia di poter cambiare le cose nell’azienda – “sembra essere impossibile” – e nemmeno di poter trovare una nuova posizione all’esterno: “ho mandato candidature e zero risposte: non vado bene per le posizioni per le quali mi candido, troveranno sicuramente qualcuno meglio di me”.
Si sentiva come davanti ad un ponte crollato, che non poteva attraversare.
Poi tutto cambiò.
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La maggior parte delle persone pensa che sia possibile cambiare semplicemente pensando positivo o attraverso affermazioni da ripetere, ma non ci riesce mai.
Perché?
Perché non si può semplicemente decidere, a livello razionale.
Il vecchio schema mentale troverà sempre un sostegno a cui ritornare: non si possono piantare nuovi semi in un terreno che ha ancora le vecchie radici.
Serve un processo completo.
Nella nostra sessione siamo andati in profondità, con un approccio mirato: abbiamo portato alla luce tutte le paure, sperimentate vividamente ed esaminate. Abbiamo poi identificato la convinzione che sottostava ad esse: che gli altri dovessero riconoscere il suo valore per primi.
Poi abbiamo esaminato le prove che aveva usato per supportare questa sua convinzione: era costruita su fondamenta instabili.
Una volta che ha notato le incongruenze, una volta che si è resa conto che le prove non reggevano, la vecchia convinzione ha perso il suo potere.
Alla fine, abbiamo costruito qualcosa di nuovo. Non un poster motivazionale che avrebbe dimenticato in due giorni, ma una convinzione ancorata alla sua esperienza personale. Abbiamo creato nuove prove basate su ciò che sapeva realmente di sé stessa, sulla sua esperienza.
Questa è la differenza tra affermazioni e un vero cambiamento. Ecco perché ha funzionato.
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Come ha detto lei stessa: "Ho smesso di aspettare che gli altri riconoscessero il mio valore. Dovevo essere io la prima a vedere la mia luce". Quel cambiamento ha trasformato tutto: il suo modo di presentarsi ai colloqui, il suo atteggiamento, ciò che credeva possibile.
“Mi sono resa conto di quanto stessi dando potere ai feedback esterni. Da quel momento, ho iniziato a riconoscere io per prima quello che so fare e il valore che posso portare.
Questa convinzione ha cambiato anche il mio modo di propormi: nei colloqui mi sono sentita più sicura, senza il bisogno di dover dimostrare a tutti i costi qualcosa, o di sentirmi disperatamente in bisogno di una alternativa per scappare dalla mia situazione".
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Sei mesi dopo, ha lasciato quel lavoro e ha trovato una nuova posizione con vere responsabilità e possibilità di crescita, esattamente ciò che desiderava.
Ma ecco la vera vittoria: non aveva solo cambiato le sue circostanze. Aveva cambiato la sua identità.
Non aveva più bisogno di conferme esterne per andare avanti: è passata dal cercare l'approvazione esterna al riconoscere il proprio valore. E questa trasformazione? È ciò che ti dà la sicurezza di entrare in una stanza in modo diverso, affrontare un colloquio in modo diverso, vivere in modo diverso.
Il mondo esterno seguirà sempre la convinzione più profonda che hai di te stesso. E’ inevitabile. Ma cambia una credenza, e tutto il resto seguirà.
Al tuo potenziale pronto a fiorire,
Un abbraccio
V